Percorso museale del museo dell'opera del Duomo


Pannello del pulpito di Donatello con angeli danzanti



Capsella della Sacra Cintola di Maso di Bartolomeo (1446)

Pala di Filippo Lippi
- Sala del Due-Trecento
- Sala dei Parati
- Sala della Cintola
- Sezione archeologica
- Sala del Rinascimento
- Sala del Pulpito
- Sala del Cinque-Seicento
- Chiostro romanico
- Antiquarium
- Le volte
Sala del Due-Trecento
La Sala del Due-Trecento decorata da tempere a monocromo di Antonio di Miniato (1387 -1466 ca.)ospita diverse tavole e parti di polittici a fondo oro del XIV-inizi XV secolo (di Giovanni Bonsi, Lorenzo di Niccolò e Giovanni Toscani). Tra le opere più antiche figurano: una lunetta ad affresco della metà del Duecento e un vigoroso altorilievo in arenaria proveniente dalla Badia di Montepiano, firmato da Giroldo di Iacopo di Como (probabilmente eseguito intorno al l262) rappresentante la "Madonna col bambino in trono fra i Santi Michele arcangelo, Pietro e Paolo".
Nella stessa sala si conservano inoltre: altre sculture trecentesche, una elegante scultura lignea di Madonna con Bambino (fine XIII-inizio XIV sec.), suppellettile sacra del XIV - XV secolo e una bellissima Testa di Cristo (1220-30) opera di scultore toscano, parte dell'antico Crocifisso romanico della Pieve di Santo Stefano, attuale Cattedrale.
Sala dei Parati
La Sala dei Parati ospita l'eccezionale Parato di Santo Stefano, dono alla chiesa pratese(1590 circa) di Alessandro de' Medici, poi Papa Leone XI, in velluto rosso controtagliato su fondo di teletta d'oro (col motivo della melagrana) e arricchito da notevoli ricami.
La Sala accoglie inoltre corali miniati realizzati tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, e oreficeria sacra dal XVI al XVIII sec.
Sala della Cintola
La Sala della Cintola ospita opere legate al culto della reliquia mariana. Tra queste, l'antico pulpito trecentesco, precedente a quello realizzato da Donatello e Michelozzo, utilizzato per l'ostensione della Sacra Cintola. I due pannelli ad altorilievo in marmo bianco con "L'Assunta che dà la Cintola a San Tommaso" e "San Tommaso che consegna la Cintola ad un sacerdote", sono opera dello scultore senese Niccolò di Cecco del Mercia e del figlio Sano (1360 circa).
Agli stessi autori si devono gli altri due rilievi esposti nella sala, la "Dormitio Virginis" e "l'Incoronazione della Vergine" (incompiuto).
Sezione archeologica
Una rampa di scale conduce alla Sezione archeologica, un'area di scavo messa in luce durante i lavori di ampliamento del Museo. Qui sono stati fatti importanti rinvenimenti tra cui: resti ceramici dal periodo etrusco a quello rinascimentale (IV secolo a. C. - XV secolo), un tratto delle mura urbane del XII secolo e una sepoltura (IX secolo) di una donna, la più antica donna pratese di cui abbiamo notizia.
Sala del Rinascimento
Nella Sala del Rinascimento sono esposti alcuni capolavori del Quattro-Cinquecento pratese, tra cui la splendida pala con le "Esequie di San Girolamo" di Filippo Lippi (1455 circa), commissionata al pittore da Geminiano Inghirami, proposto della Pieve di S. Stefano (Duomo) che ritroviamo ritratto nel dipinto. Inoltre si possono ammirare la bellissima pala con la "Madonna e Santi" del Maestro della Natività di Castello (1450), la tavola con "Santa Lucia" della scuola di Francesco Botticini (1490) e il tondo con la "Sacra Famiglia" della scuola di Sandro Botticelli.
Sala del Pulpito
Nella Sala del Pulpito è stato collocato il parapetto del pulpito esterno della Cattedrale realizzato da Donatello (Donato de' Bardi, 1386 -1466) e dalla sua bottega tra il 1434 ed il 1438, composto da sette pannelli figurati a rilievo e quattro elementi minori (con lesene), in marmo bianco con fondo a mosaico, che simulano un tempietto circolare con girotondi di angeli danzanti (Foto 1). Nella stessa sala, preziosa e di respiro monumentale nonostante le proporzioni ridotte, è la Capsella della Sacra Cintola (foto 3), di Maso di Bartolomeo (1446), capolavoro di oreficeria rinascimentale che fino al '600 racchiuse la reliquia della cintura della Vergine.
Sala del Cinque-Seicento
Nella Sala del Cinque-Seicento si conservano dipinti su tavola e tela di pittori quali: Maso da San Friano, Carlo Dolci, Livio Mehus, Alessandro Franchi e altri. In una vetrina si possono ammirare ostensori, calici, argenteria sacra dal XIV al XIX secolo. Particolare importanza tra i numerosi oggetti esposti rivestono il "Busto reliquiario di Sant'Anna" di Antonio di Salvi (1490) e un raffinatissimo "Crocifisso" da altare, opera matura del Giambologna (1529 -1608) o eseguita da un allievo dello scultore su suo modello.
Chiostro romanico
All'interno del percorso museale si visita anche il Chiostro della Cattedrale. In stile romanico, fu realizzato nella seconda metà del XII secolo sui quattro lati del cortile interno, tra la Cattedrale e il palazzo dei Proposti. Dopo un crollo tra XIV e XV sec. ne rimase in piedi solo il lato orientale.
Realizzato con decorazioni in marmo bianco e verde di Prato ("serpentino"), presenta interessanti capitelli figurati, tre dei quali sono attribuiti al Maestro di Cabestany nel Rossiglione.
Nel prato si possono poi ammirare due sculture di arte contemporanea: "Quattro per Donatello" (2001) dell'artista inglese Robert Morris, uno dei più importanti esponenti della Minimal Art; "Trio" (1998) di Giuliano Giuman, composizione in ferro e vetro dipinto a "gran fuoco".
Antiquarium
Nell'Antiquarium, al quale si giunge da un corridoio che si diparte dalla cappella sepolcrale dei Migliorati, sono esposti i reperti trovati negli scavi eseguiti negli anni settanta nell'area della chiesa e del Palazzo vescovile.
I reperti comprendono: lastre in terracotta, frammenti di pavimento musivo dell'antica Pieve, frammenti architettonici.
Le volte
Le Volte sono un ampio ambiente coperto da volte a crociera (inizi XIV sec.) sotto le Cappelle della Cattedrale, utilizzato dal XIV al XVIII secolo per sepolture famigliari, delle quali restano numerosi stemmi in pietra e dipinti.
All'ingresso delle Volte si apre la Cappella di Santo Stefano dove si ammirano affreschi dei fratelli Pietro e Antonio di Miniato (1420 circa), nella cappella è conservato un originale vespaio formato da circa cento ciotoloni in terracotta rovesciati che servivano a proteggere l'ambiente dall'umidità.
Tornati nel corridoio delle Volte tra i numerosi affreschi il più importante è una "Pietà" (1340) opera di Bonaccorso di Cino; più avanti la cappella Guizzelmi conserva affreschi dei pittori Girolamo Ristori e Tommaso di Piero (1508-10).
Il percorso termina sotto il Campanile del Duomo, antica via di comunicazione tra la piazza della Pieve e la via di Borgo al Cornio (odierna Via Garibaldi).
