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Musei di Prato e Provincia

Museo della Deportazione (Prato)

Sede: Via di Cantagallo, 250 - 59100 Prato (PO) - Figline

Telefono: 0574 470728 - 0574 461655 -

Fax: 0574 461655

Orario:
da ottobre a maggio:
da lunedý a venerdý 9.30 - 12.30;
lunedý, giovedý, sabato e domenica 15.00 - 18.00.
Aperture straordinarie per gruppi organizzati e scolaresche previa prenotazione.

da giugno a settembre:
da lunedý a venerdý 9.30 - 12.30;
lunedý, giovedý, sabato e domenica 16.00 - 19.00.
Aperture straordinarie per gruppi organizzati e scolaresche previa prenotazione. Sito web dettaglio orario

Sito web: http://www.museodelladeportazione.it/
E-mail: info@museodelladeportazione.it

Il Museo - spazio espositivo
Il Museo - spazio espositivo

Presentazione

Il percorso nel Museo della Deportazione è concepito come un viaggio simbolico in un campo di lavoro e di sterminio nazista.
Si vuole così ricordare la vicenda degli operai del Pratese deportati nei lager di Mauthausen e di Ebensee in Austria e, con essa, quella di milioni di uomini e donne, vittime di rastrellamenti avvenuti in ogni parte d'Europa, deportati per motivi politici e razziali secondo il disegno di asservimento e annientamento di interi popoli messo in atto dal III° Reich durante il secondo conflitto mondiale.

Gli oggetti esposti

Alcuni oggetti esposti, donati alla città dall'Associazione degli ex deportati, sono originali, provenienti dai campi e dalle fabbriche scavate in gallerie nelle montagne di Ebensee dagli stessi prigionieri.
Altri sono stati ricostruiti per iniziativa dei pochi superstiti, dopo il loro ritorno a Prato, per la necessità di testimoniare le atrocità subite nel lager e le terribili condizioni del lavoro-schiavo.

Oltre ad avere un indubbio valore di testimonianza, gli oggetti (collocati in espositori che suggeriscono "squilibrio e precarietà") possiedono anche un significato simbolico: ci raccontano che un oggetto apparentemente insignificante, ad esempio una ciotola, poteva voler dire sopravvivenza o morte.

Il percorso museale è arricchito da testimonianze scritte e da un nuovo percorso audiovisivo dal titolo "Con i miei occhi - Voci e volti di superstiti dei campi di concentramento e di sterminio nazisti" - inaugurato nel settembre 2010 con il contributo dell'Unione Europea - che , attraverso video-interviste ai testimoni, accompagna il cammino dei visitatori.


Data ultima revisione dei contenuti della pagina: 20.12.2013
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